In principio era il CUF, circa quindici anni fa. Poi il CUF venne travolto da uno scandalo che riguardava sangue infetto, Hiv, epatite B e C… e per questo motivo cambiò e venne chiamato AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco, preposta alla sorveglianza e all’approvazione dei farmaci).

L’AIFA è finita ieri al centro di un’inchiesta che ha portato all’arresto di 8 persone (fra cui 2 suoi dirigenti di spicco) e riguarda 30 indagati fra cui figurano il direttore generale e dei manager di punta dell’AIFA, dei manager della Bayer, della Glaxo, ricercatori e politici. L’inchiesta fa luce su uno scambio di tangenti e regali al fine di agevolare l’immissione di nuovi farmaci nel mercato italiano e alleggerire i controlli su altri già presenti affinchè “non passassero informazioni su prodotti che hanno creato situazioni di rischio per la salute, anche mortali”.

Fra le prove contenute nelle 700 pagine di documenti della Procura, il filmato ad opera dei Carabinieri del passaggio di denaro fra un mediatore e Pasqualino Rossi, numero due dell’AIFA e rappresentante AIFA presso l’EMEA (Agenzia Europea per i Farmaci), finito ora agli arresti, al fine di influenzare i controlli sull’Aulin.

L’Aulin è un noto anti-infiammatorio contenente la molecola nimesulide e venduto nelle farmacie italiane anche come farmaco generico. Nelle statistiche l’Italia è il Paese con il più alto consumo di nimesulide in Europa. Ciò che però molti non sanno è che questo farmaco non è stato mai approvato in Giappone o negli Stati uniti, e che la sua commercializzazione è stata sospesa nel 2002 in Spagna ed in Finlandia dopo 66 casi di danni epatici ed un decesso, e nel 2007 in Irlanda dopo che 6 pazienti subirono un trapianto di fegato.

Nel nostro Paese si sono susseguiti vari allarmi e appelli, tra cui quello lanciato nel maggio 2007 dal Convegno dei Medici Internisti Italiani e dal presidente della Federazione delle Associazioni dei Dirigenti Ospedalieri Internisti, dopo i numerosi episodi di pazienti con danni al fegato e all’apparato gastroenterico causati dalla molecola nimesulide.

Gli allarmi sono però rimasti inascoltati e il Comitato Scientifico dell’EMEA, dopo un’analisi dei dati, ha stabilito che il profilo/rischio della nimesulide è da considerarsi comunque positivo (il manager Paqualino Rossi, finito in manette e al centro del presunto passaggio di tangenti per influenzare i controlli sull’Aulin, è il rappresentante AIFA presso l’EMEA, ndr).

Secondo l’inchiesta, guidata dal giudice Guariniello e dai carabinieri dei Nas di Torino, sono decine i farmaci di cui potrebbe essere stato alterato l’iter di autorizzazione. Per l’accusa, oltre i reati contestati, si profila l’ipotesi per gli indagati di avere arrecato un danno alla salute pubblica.

Secondo la Procura i rapporti di corruzione erano talmente diffusi e radicati che alcuni rappresentanti dell’AIFA coinvolti nell’indagine arrivavano ad essere pagati mensilmente dai mediatori delle compagnie farmaceutiche. Come un vero stipendio.

La Corte di Giustizia Europea ha condannato l’Italia ad una multa di circa 130 milioni di euro all’anno se Rete 4 non cederà ad Europa7 le frequenze che al momento occupa abusivamente. La sentenza è valida con effetto retroattivo dal 01/01/2006. Vuol dire che alla fine dell’attuale quinquennio Berlusconi avremo pagato 1 MILIARDO di euro, circa 2.000 MILIARDI di vecchie Lire.

La sentenza europea è la terza a favore di Europa7 dopo quelle della Corte Costituzionale e del Consiglio di Stato.

Ma cosa è successo? Ecco la storia:

Nel 1999 è assegnata ad una neonata tv, chiamata Europa7, la concessione per trasmettere sul territorio nazionale, che era stata revocata a Rete 4. Per legge dopo sei mesi Europa7 avrebbe dovuto iniziare ad usare le frequenze. Ma dopo 6 mesi, Rete 4 continua ad occupare l’etere, impedendo quindi di fatto ad Europa7 di trasmettere. Nè il governo di centrosinistra di allora (Prodi-D’Alema), nè altri fanno nulla.
Francesco di Stefano, editore di Europa 7, si rivolge nel 2002 alla Corte Costituzionale che con una sentenza stabilisce la partenza di Europa 7 con termine ultimo del 31 dicembre 2003. Ma il governo Berlusconi di allora il 23 dicembre 2003 proroga i termini tramite decreto.
Europa7 decide quindi di rivolgersi al Consiglio di Stato, che riconosce le sue ragioni e si pronuncia a suo favore. E’ la seconda sentenza.

Siamo ai giorni nostri, arriva il nuovo governo di centrosinistra (Prodi) e nulla cambia. Anzi, nel frattempo Frattini (attuale Ministro degli Esteri) conduce in Commissione Europea un’accanita resistenza contro il giudizio della Corte di Giustizia Europea. Il rappresentante dell’avvocatura dello Stato Italiano si presenta per difendere Rete 4 e la legge Gasparri. L’Italia viene messa in mora dalla Commissione Europea per la legge Gasparri.E infine arriva l’ultima sentenza, proprio quella della Corte di Giustizia Europea, che ci condanna a pagare una multa di circa 130 milioni di euro l’anno, con effetto retroattivo dal 01/01/2006. Circa 1 MILIARDO di euro alla fine di questo governo, circa 2.000 MILIARDI di vecchie Lire.

Il perdurare di questa situazione, di fatto e di diritto illegale, verrà quindi pagato con le nostre tasse.

IMPORTANTE: Con questo post non si cerca di fare il solito discorso contro l’una o l’altra parte politica. Si è infatti parlato di esponenti di centrodestra e centrosinistra allo stesso modo, e con gli stessi toni.
Lo scopo è solo informare, e affermare un principio di equità garantito dall’ordinamento. In uno Stato di diritto e democratico è inimmaginabile che un privato non possa fare valere un proprio diritto violato, neanche tramite la legge.

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